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Sfondi in primo piano

di Giulia Grassi
 

 



Campagne pubblicitarie del marchio di abbigliamento (gonne e pantaloni) Gunex, associato al gruppo Cucinelli.

Si tratta di immagini apparse sulla stampa periodica nel 2005 (a-b), 2006 (c-d) e 2007 (e-g), legate da un denominatore comune: una modella in primo piano e un'opera d'arte (pittura o incisione) sullo sfondo.
In tutte, l'opera d'arte-testimonial appare estrapolata dal contesto, modificata (ad esempio, nelle dimensioni) e citata in forma di frammento, oltretutto non immediatamente riconoscibile se non in alcuni casi (c. Veronese, Convito in casa di Levi, 1573; d. Canaletto, Prospettiva, 1765; e. L. Cranach il Vecchio, Adamo ed Eva, 1528). Relegata a ruolo di sfondo ma solo apparentemente: quello che importa, infatti, non è l'opera in sé ma l'impronta autorevole e raffinata che imprime alle foto pubblicitarie, e quindi al prodotto in esse reclamizzato. Non a caso il marchio produce per il mercato di lusso ed fa parte del gruppo Cucinelli, per definizione del fondatore Brunello 'impresa umanistica'
("dare all’impresa un senso che vada oltre il profitto, e reinvestire per migliorare la vita di chi lavora, per valorizzare e recuperare le bellezze del modo").

La parte testuale è limitata al solo marchio, posizionato a destra (al centro o in basso): un format tipico dell'annuncio stampa del prodotto moda, in cui il visual è decisamente prevalente rispetto ad altri elementi (vd G. Meledandri, 2008, pp. 198/201).
 

a

 

b
 
c
 
d
 

 e f g

 


 
Questo modalità di utilizzo dell'opera d'arte è tutt'altro che inconsueta.
 
 
Nel 1997 Karl Lagerfeld fotografa la mitica borsa 'baguette' creata da Fendi (chiamata così perché si porta sotto il braccio come il filone di pane francese), poi diventata una borsa-icona, esibita dalle celebrità e tra le più imitate al mondo. La fotografa a tracolla di una statua antica frammentaria. 
La mutilazione della statua, priva del braccio, mette in evidenza la borsetta che dondola dalla spalla mentre la scultura in sé infonde autorevolezza all'immagine, dalla quale sembra peraltro trasparire una certa ironia (uno splendido appendi-oggetti, effettivamente...).
 

 

 
 


 

Del 2005 è invece una immagine pubblicitaria per Mr. Ramos, marchio di abiti sartoriali del gruppo Mavecon (Agenzia: Dal Gal & Co).
Un elegante modello, vestito in modo inappuntabile, si appoggia indolentemente a una poltrona; alle sue spalle, un grande paesaggio seicentesco con rovine e un corso d'acqua, che proietta la scena in un ambiente raffinato, probabilmente il salone di un palazzo aristocratico. La diagonale del frammento pittorico e quella, opposta e incrociata, del modello imprimono vitalità all'insieme.

 
Negli ultimi due anni sono apparse sulla stampa un certo campagne pubblicitarie impostate sul 'frammento' d'autore, in particolare scultoreo e/o architettonico. Con varie modalità di realizzazione. Citiamo le più significative.
 
La campagna primavera-estate 2008 del marchio Sisley si muove in modo analogo a quella, precedente, di Gunex: modelli fotografati in relazione a dettagli di gessi di sculture di varie epoche ma richiamanti il 'classico': in questo caso, Leah DeWavrin è mollemente distesa su un calco della 'Notte' di Michelangelo (Tombe dei Medici, Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze).

L'intera campagna è analizzata da L. Bonoldi,
Dalla polvere al marmo. Un classico ritorno all’ordine, 2009.

 
 

La contemporanea campagna del marchio Gucci, per la quale i fotografi Ines van
Lamsweerde e Vinoodh Matadin immortalano i modelli Natasha Poly e Mat Gordon nel

 

romano Palazzo della Civiltà Italiana all'E.U.R., inaugurato nel 1940 e noto come 'Colosseo quadrato'. I due modelli, in coppia o singolarmente, sono in posa presso le enormi statue dell'edificio (delle quali si vedono solo dettagli) o contro le linee essenziali dell'architettura, in un'atmosfera quasi metafisica.
 
 
 
Nel 2009 la campagna primavera-estate del marchio Blumarine ha per protagonista ancora la modella Natasha Poly, stavolta fotografata da Craig McDean. La giovane donna appare in una scenografia allusiva a una sorta di magazzino museale, nel quale giacciono più o meno accatastate statue intere o frammentarie (gessi), in una surreale atmosfera 'da accumulo' che ricorda le foto dei rinvenimenti archeologici del secolo scorso (ad esempio, quelle Parker degli sterri tardo-ottocenteschi dell'Esquilino) o anche quadri del XVIII secolo (come la Galleria immaginaria di Roma antica di Giovanni Paolo Pannini, 1758).
Nella maggior parte delle foto Natasha Poly appare, a figura intera, davanti a due statue ancora dentro una cassa da imballaggio (un atleta che lancia il peso e una divinità femminile); nella serie accessori (borse, occhiali) le fa da sfondo il gesso del Pugilatore in riposo del Museo di Palazzo Massimo a Roma, di cui nella pubblicità degli occhiali si intravedono appena le dita sulla spalla della modella.  

 
 

 
Infine, la campagna autunno-inverno del marchio Siviglia, attualmente in corso, propone una serie di scatti in bianco e nero di modelli e modelle, adulti e bambini, in una inquadratura che, su un lato e in posizione assolutamente marginale, mostra il muso e la zampa di un cavallo relativo a un monumento equestre (gesso). Un frammento marginale, che però da tono all'intera pagina pubblicitaria.
 

 
fonti: magazine D de La Repubblica // stampa periodica e quotidiana, web

(agosto-settembre 2009)

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